Esperienze di partecipazione - Capitolo 2

Co-progettare esperienze di partecipazione

Dopo la prima fase di ambientamento e familiarizzazione con il linguaggio e con i problemi dell’educazione civica, che si è avvalsa di un particolare metodo di lavoro espresso attraverso il format del Laboratorio Prima Scelta, i percorsi @pe sono proseguiti con un secondo incontro, organizzato quasi sempre a distanza di qualche settimana con ciascuna delle scuole partecipanti.

Questo secondo incontro è stato pensato e realizzato in collaborazione con i docenti referenti delle classi partecipanti e con i partner che hanno dato la propria disponibilità a collaborare nella co-progettazione delle esperienze di partecipazione con gli studenti delle classi coinvolte nel progetto. Alla base di questa impostazione metodologica, che potrebbe apparire più onerosa in termini di tempo e impegno e dunque meno efficiente rispetto all’obiettivo di arrivare a disegnare a tavolino l’esperienza di partecipazione, sta invece la convinzione che questo lavoro di co-progettazione dia luogo esso stesso ad una integrazione tra apprendimento formale e informale e rappresenti, sia per gli studenti, sia per i docenti e gli attori “esterni” alla scuola sia un contributo allo sviluppo di competenze trasversali fondamentali (lavoro in team, comunicazione in pubblico, pianificazione di attività, ecc.) sia un momento nel quale tutti sono messi nelle condizioni di attribuire valore all’esperienza educativa oggetto della co-progettazione e dei suoi obiettivi formativi specifici.

Concretamente, l’incontro è stato finalizzato a discutere con gli studenti temi e ambiti della vita sociale connessi con l’ambito nel quale si sarebbe realizzata la loro esperienza partecipante, nonché fare diretta conoscenza con i referenti delle organizzazioni partner che, collaborando con la scuola, l’avrebbero resa possibile.

Durante gli incontri sono state pianificate anche le uscite e le attività da svolgere nei luoghi e negli ambienti specifici propri di ciascuno dei percorsi. Tra gli aspetti inclusi nella pianificazione è sempre stato introdotto il tema della raccolta dei materiali necessari a documentare e raccontare l’esperienza attraverso il docufilm. In alcuni casi sono stati posti problemi specifici a questo riguardo, immaginando le possibili soluzioni.

Lavorando attraverso questo metodo, anche strumenti ordinari nella vita scolastica, qual è tipicamente l’uscita didattica, assumono un potenziale assai più elevato. Preparare i ragazzi mediante un incontro nel quale essi abbiano già modo di ascoltare chi li guiderà all’esterno della scuola, dando lor altresì l’occasione di incidere sull’organizzazione dell’uscita attraverso proposte operative o semplici manifestazioni d’interesse, aumenta in prospettiva non solo una migliore comprensione iniziale dell’esperienza, ma anche la loro motivazione verso un’attività esigente. A tal proposito, infatti, chiedere agli studenti di affrontare l’uscita e le attività in essa previste (siano queste più rivolte alla pratica oppure all’ascolto e al dialogo) con l’obiettivo già dichiarato di dovere documentare e in futuro costituisce certamente una scelta esigente (nei confronti sia dei ragazzi sia degli accompagnatori e dei testimoni/operatori incontrati nell’uscita), ma ha il vantaggio di stimolare un approccio attivo e responsabilizzante dei singoli nei confronti del gruppo.

Nel percorso legato ai temi della legalità, della giustizia e della pena, svolto insieme al Liceo Peano di Tortona e agli Istituti Penitenziari “Cantiello e Gaeta” di Alessandria, per esempio (vedi Esperienze di partecipazione – Vita dietro e oltre le sbarre), la documentazione dell’esperienza di partecipazione vissuta dagli studenti, che hanno condiviso con i detenuti una serie di momenti della vita quotidiana del carcere, è stata possibile concordando con la Direzione dell’Istituto un’organizzazione e una pianificazione di tale attività assai precisa e rigorosa, che contemplasse una serie di regole e restrizioni presenti in quell’istituzione.

Inoltre, nell’ambito della coprogettazione dei percorsi sono state definite, in alcuni casi, apposite convenzioni con gli enti partner, al fine di integrare le esperienze di partecipazione attiva e protagonismo degli studenti programmate con i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO). L’Istituto Montalcini di Acqui, per esempio, ha attivato una convenzione con la locale sezione dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), nell’ambito del percorso sui luoghi legati alla storia e alla memoria della Liberazione (vedi Esperienze di partecipazione – Memoria resistente). Un altro esempio in tal senso è la convenzione attivata tra il Liceo Beccaria Govone di Mondovì e l’Associazione Mondoqui, al fine di consentire ad alcuni studenti delle classi che hanno partecipato al progetto APE di contribuire come volontari alla realizzazione di una biblioteca sociale, costruita dal basso e in maniera sostenibile con materiali di riuso nei locali della stazione gestiti da un’altra realtà del terzo settore, la cooperativa sociale “Franco Centro” (vedi Esperienze di partecipazione – Prossima fermata Terzo settore).

CClicenza

Il “Manuale sul metodo APE per l’educazione civica” è stato ideato e scritto da Giacomo Balduzzi, Antonio Lizzadri e Davide Servetti, con la collaborazione di Paolo Ravazzano e, per gli aspetti di progettazione grafica e web, dell’Agenzia ModusOperandi. Gli autori hanno ceduto i propri diritti all’Associazione TessereTerritori, che ha scelto di mettere a disposizione di tutti gli interessati i relativi contenuti sotto licenza Creative Commons BY-NC-SA.

I termini legali della licenza sono consultabili al seguente link: https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/

Per citare correttamente il Manuale, ricorrere a questa formulazione:

Associazione TessereTerritori, Manuale sul metodo APE per l’educazione civica, a cura di G. Balduzzi, A. Lizzadri, D. Servetti (prima ed. 2024), consultabile su www.apeprogetto.it (data di ultima consultazione …)